Un Lien qui nous élève
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L’industrializzazione e la redditivita hanno trasformato la maggior parte della zootecnia francese in stalle sovraffollate e pratiche crudeli. Fortunatamente Laure, Nicolas, Annabelle e altri colleghi allevatori hanno scelto un’altra via, offrendo una vita piu rispettosa al bestiame durante tutta la loro esistenza. Tutti gli sforzi sono ricompensati dalla straordinaria relazione che questi allevatori stringono con i loro animali, un legame necessario e profondo. Il documentario è una toccante testimonianza sull’impegno con cui è possibile attuare il cambiamento a favore di un modello di produzione sostenibile.
Durante le riprese di Where the Hills are Greener ho incontrato alcune personalità affascinanti, tra cui diversi allevatori: Mireille, una allevatrice di capre carismatica, Jean-Marc e la sua pecora bianca sulla collina, Pascal e i suoi maiali liberi nei campi... Tutto ciò mi ha stimolato ad approfondire il delicato tema del benessere animale. Sebbene la prima proposta sulla protezione degli animali domestici di Delmas de Grammont risalga al 1850, e la RSPCA ne garantisse l’applicazione, i maltrattamenti su grande scala continuano a verificarsi ancora oggi.
L’ultima domanda di Pascal, nel film, è: mangiamo animali felici? Questo quesito ci coinvolge direttamente e può aprire diverse discussioni. Mi sono sempre sentito vicino agli animali e spero di rendere loro giustizia ritraendo il lavoro di una dozzina di allevatori rispettosi e di molti animalisti: una fattoria per animali maltrattati e curati e, per affrontare il tema tabù della morte, un’associazione che si batte per la legalizzazione dei mattatoi mobili. Queste iniziative dimostreranno, spero, che esistono alternative credibili all’allevamento intensivo e al trattamento industriale degli animali, considerati esclusivamente prodotti di consumo di base.
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